La schiacciata alla valdostana è una torta salata che incarna perfettamente lo spirito della cucina alpina: generosa, confortante e sorprendentemente semplice da realizzare. Questo piatto tradizionale della Valle d’Aosta conquista per la sua combinazione irresistibile di fontina DOP (formaggio a pasta semicotta tipico della regione) e prosciutto cotto, racchiusi tra due strati di pasta morbida. Nonostante le sue origini montane, questa preparazione si è diffusa in tutta Italia grazie alla sua versatilità e al suo sapore avvolgente. Perfetta per un pranzo informale, un picnic o un aperitivo sostanzioso, la schiacciata rappresenta una soluzione ideale quando si desidera stupire gli ospiti senza trascorrere ore ai fornelli. La versione che vi proponiamo oggi privilegia la rapidità senza compromettere il gusto autentico, utilizzando ingredienti facilmente reperibili e tecniche alla portata di tutti.
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facile
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Ingredienti
Utensili
Preparazione
1. Preparazione degli ingredienti
Togliete i rotoli di pasta sfoglia dal frigorifero circa 10 minuti prima di utilizzarli, questo faciliterà la stesura senza romperla. Nel frattempo, tagliate la fontina a fettine sottili di circa 3 millimetri di spessore, eliminando eventualmente la crosta esterna. Disponete il prosciutto cotto su un tagliere e tagliatelo a listarelle larghe circa 2 centimetri. Questa preparazione preliminare vi permetterà di assemblare la schiacciata con rapidità ed efficienza.
2. Preparazione della base
Preriscaldate il forno a 180 gradi, modalità statica. Imburrate generosamente una teglia rotonda del diametro di 28-30 centimetri e rivestite il fondo con carta da forno. Srotolate delicatamente il primo rotolo di pasta sfoglia e adagiatelo nella teglia, facendo aderire bene il fondo e lasciando che i bordi fuoriescano leggermente. Con una forchetta, bucherellate tutta la superficie della pasta: questa operazione, chiamata foratura, impedisce alla pasta di gonfiarsi eccessivamente durante la cottura, garantendo una base piatta e uniforme.
3. Assemblaggio del ripieno
Disponete metà delle fettine di fontina sulla base di pasta sfoglia, distribuendole uniformemente e lasciando libero un bordo di circa 2 centimetri tutto intorno. Sopra il formaggio, adagiate le listarelle di prosciutto cotto, cercando di coprire tutta la superficie in modo omogeneo. Completate con il restante formaggio, creando uno strato generoso che si scioglierà durante la cottura avvolgendo il prosciutto. Versate il latte uniformemente sul ripieno: questo ingrediente fondamentale mantiene la schiacciata morbida e cremosa all’interno, evitando che si secchi. Aggiustate di sale con parsimonia, considerando che sia il formaggio che il prosciutto sono già sapidi, e macinate abbondante pepe nero per un contrasto aromatico piacevole.
4. Chiusura e decorazione
Srotolate il secondo rotolo di pasta sfoglia e stendetelo sopra il ripieno, facendolo aderire delicatamente. Premete con le dita sui bordi per sigillare i due strati di pasta, poi ripiegate il bordo inferiore sopra quello superiore, creando una sorta di cordone tutto intorno. Con le dita o con i rebbi di una forchetta, decorate questo bordo creando delle scanalature: oltre ad essere esteticamente gradevole, questa operazione assicura una chiusura perfetta che impedisce al ripieno di fuoriuscire. Con un coltellino affilato, praticate 4-5 piccoli tagli sulla superficie superiore: questi fori permetteranno al vapore di fuoriuscire durante la cottura, evitando che la pasta si sollevi eccessivamente.
5. Spennellatura e cottura
In una ciotolina, sbattete leggermente l’uovo con una forchetta fino ad ottenere un composto omogeneo. Con un pennello da cucina, spennellate generosamente tutta la superficie della schiacciata: questa doratura conferirà alla vostra torta salata quel bellissimo colore ambrato e lucido caratteristico. Infornate nella parte centrale del forno preriscaldato e cuocete per circa 30 minuti, controllando la cottura dopo 25 minuti. La schiacciata è pronta quando la superficie risulta dorata in modo uniforme e la pasta appare ben cotta anche sui bordi. Se notate che la superficie si colora troppo rapidamente, coprite con un foglio di alluminio per gli ultimi minuti di cottura.
6. Riposo e servizio
Una volta sfornata, lasciate riposare la schiacciata per almeno 10 minuti prima di tagliarla: questo tempo permette al formaggio fuso di stabilizzarsi leggermente, facilitando il taglio e rendendo le fette più compatte. Trasferite delicatamente la torta salata su un tagliere o un piatto da portata utilizzando due spatole larghe. Tagliate a spicchi con un coltello ben affilato, pulendolo tra un taglio e l’altro per ottenere fette nette e presentabili. Servite tiepida o a temperatura ambiente, quando i sapori si esprimono al meglio e la consistenza risulta perfettamente equilibrata tra croccantezza esterna e morbidezza interna.
Il trucco dello chef
Per una variante ancora più gustosa, aggiungete uno strato sottile di besciamella leggera tra il prosciutto e il formaggio: renderà la schiacciata ancora più cremosa. Se preferite una versione più rustica, sostituite metà della fontina con del toma valdostana, otterrete un sapore più intenso e caratteristico. La schiacciata si conserva in frigorifero per 2-3 giorni, avvolta in pellicola trasparente: riscaldatela in forno a 160 gradi per 10 minuti prima di servirla. Per verificare che la base inferiore sia ben cotta, sollevate delicatamente un lembo con una spatola: deve risultare dorata e croccante, non pallida o umida.
Abbinamenti enologici per la schiacciata valdostana
La schiacciata alla valdostana richiede un vino che sappia bilanciare la ricchezza del formaggio fuso senza sovrastare la delicatezza del prosciutto. Un Blanc de Morgex et de La Salle DOC, vino bianco autoctono della Valle d’Aosta, rappresenta l’abbinamento territoriale perfetto: la sua freschezza e le note minerali puliscono il palato dalla grassezza del formaggio. In alternativa, un Pinot Grigio dell’Alto Adige offre struttura sufficiente e acidità equilibrata. Per chi preferisce i rossi, un Enfer d’Arvier valdostano, leggero e fruttato, accompagna egregiamente questa preparazione senza appesantire. Servite il vino a temperatura corretta: 10-12 gradi per i bianchi, 14-16 gradi per il rosso.
Informazione in più
La schiacciata alla valdostana affonda le radici nella tradizione contadina della Valle d’Aosta, dove rappresentava un piatto unico sostanzioso per i lavoratori dei campi e i pastori. Il nome schiacciata deriva dal verbo schiacciare, riferendosi alla tecnica di pressare la pasta durante la preparazione. Originariamente, questa torta salata veniva preparata con pane raffermo ammorbidito nel latte, poi sostituito dalla più pratica pasta sfoglia. La fontina DOP, formaggio principe di questa ricetta, viene prodotta esclusivamente in Valle d’Aosta dal latte di mucche valdostane alimentate con foraggi locali: il suo sapore dolce e la sua eccezionale capacità di fusione la rendono insostituibile in questa preparazione. Ogni famiglia valdostana custodisce la propria versione della ricetta, tramandata di generazione in generazione, con piccole variazioni che riflettono le tradizioni locali. Negli anni Settanta, la schiacciata ha conquistato le tavole di tutta Italia, diventando un classico della gastronomia nazionale e un simbolo della cucina alpina accessibile a tutti.



