Lampredotto fatto in casa: tenero e saporito con brodo aromatico

Lampredotto fatto in casa: tenero e saporito con brodo aromatico

Nel cuore della tradizione gastronomica fiorentina, il lampredotto rappresenta uno dei piatti più autentici e amati dalla popolazione locale. Questa specialità, preparata con il quarto stomaco del bovino (l’abomaso), conquista per la sua consistenza tenera e il suo sapore intenso, arricchito da un brodo aromatico che ne esalta ogni sfumatura. Oggi portiamo nelle vostre cucine questa ricetta che trasforma un taglio povero in un capolavoro culinario, perfetto per chi desidera esplorare i sapori genuini della cucina toscana. Con pazienza e attenzione ai dettagli, riuscirete a replicare il gusto autentico di questa preparazione che ha conquistato generazioni di buongustai.

30

180

medio

Ingredienti

persone +

Utensili

Preparazione

1. Preparazione del lampredotto

Sciacquate abbondantemente il lampredotto sotto acqua corrente fredda per eliminare eventuali impurità. Questa operazione è fondamentale per ottenere un risultato pulito e privo di odori sgradevoli. Tagliate il lampredotto in pezzi di circa 10 centimetri di lunghezza, in modo che possano cuocere uniformemente. Mettete i pezzi in una ciotola capiente e copriteli con acqua fredda, lasciandoli in ammollo per 15 minuti. Questo passaggio aiuta a rendere la carne più tenera.

2. Preparazione del brodo aromatico

Lavate e mondate tutte le verdure con cura. Tagliate il sedano a pezzi di circa 3 centimetri, la carota a rondelle spesse e la cipolla in quarti. Sbucciate gli spicchi d’aglio lasciandoli interi. In una pentola capiente o in una pentola a pressione, versate 2 litri d’acqua fredda e aggiungete tutte le verdure preparate. Unite le foglie di alloro, i grani di pepe nero, il sale grosso e i gambi del prezzemolo (conservate le foglie per il servizio finale). Portate il tutto a ebollizione a fuoco medio-alto.

3. Cottura del lampredotto

Scolate il lampredotto dall’acqua di ammollo e aggiungetelo al brodo aromatico che bolle. Abbassate la fiamma a fuoco medio-basso e fate cuocere per almeno 2 ore e 30 minuti, se utilizzate una pentola tradizionale. Il lampredotto deve diventare molto tenero e facile da tagliare. Se utilizzate la pentola a pressione, chiudete il coperchio e cuocete per 45 minuti dal fischio. Durante la cottura tradizionale, controllate il livello del liquido e aggiungete acqua calda se necessario, mantenendo sempre il lampredotto completamente coperto.

4. Preparazione della salsa verde

Mentre il lampredotto cuoce, preparate la salsa che lo accompagnerà. In una padella, scaldate 2 cucchiai di olio extravergine di oliva e fate soffriggere uno spicchio d’aglio tritato finemente. Aggiungete i pomodori pelati schiacciati con una forchetta e cuocete per 15 minuti a fuoco medio, mescolando occasionalmente. Salate, pepate e unite un mestolo del brodo di cottura del lampredotto per rendere la salsa più fluida e saporita. Lasciate insaporire per altri 5 minuti.

5. Rifinitura e mantecatura

Quando il lampredotto è cotto, prelevatelo dal brodo con una schiumarola e lasciatelo intiepidire leggermente. Filtrate il brodo attraverso un colino a maglie fitte per eliminare le verdure e gli aromi, conservando il liquido limpido e profumato. Tagliate il lampredotto a listarelle sottili di circa mezzo centimetro di spessore. In una padella capiente, versate la salsa di pomodoro preparata in precedenza e unite le listarelle di lampredotto. Aggiungete 2-3 mestoli del brodo filtrato e fate saltare il tutto a fuoco vivace per 3-4 minuti, in modo che il lampredotto assorba i sapori della salsa.

6. Finalizzazione del piatto

Tritate finemente le foglie di prezzemolo fresco e cospargetele sul lampredotto mantecato. Aggiustate di sale e pepe se necessario. Versate altro brodo caldo nei piatti fondi prima di distribuire il lampredotto, in modo che ogni porzione sia ben bagnata e profumata. Il brodo deve essere abbondante ma non eccessivo, creando un equilibrio perfetto tra la parte solida e quella liquida del piatto. Completate con un filo di olio extravergine di oliva a crudo e servite immediatamente, accompagnando con pane toscano croccante per fare la tradizionale scarpetta.

Giorgia

Il trucco dello chef

Per verificare la cottura perfetta del lampredotto, infilzatelo con una forchetta: deve risultare tenero e facile da penetrare, senza opporre resistenza. Se preparate il piatto in anticipo, conservate il lampredotto nel suo brodo di cottura: si manterrà morbido e saporito, e potrete riscaldarlo delicatamente prima di servirlo. Un trucco dei venditori ambulanti fiorentini consiste nell’aggiungere un cucchiaino di salsa verde (prezzemolo, capperi, acciughe e aglio tritati finemente con olio) direttamente sul lampredotto nel panino o nel piatto, per un’esplosione di sapore ancora più intensa.

Vini rossi giovani e beverini per esaltare i sapori toscani

Il lampredotto richiede un vino rosso toscano giovane e di media struttura, capace di accompagnare senza sovrastare i sapori delicati del piatto. Un Chianti Classico DOCG rappresenta l’abbinamento più tradizionale e azzeccato, con le sue note fruttate e la giusta acidità che bilancia la ricchezza del brodo. In alternativa, optate per un Morellino di Scansano o un Rosso di Montalcino, vini dal carattere vivace e dalla beva scorrevole. Servite il vino a una temperatura di 16-18 gradi per apprezzarne tutte le sfumature. Se preferite un bianco, scegliete un Vernaccia di San Gimignano ben strutturato, che con la sua mineralità saprà contrastare la sapidità del piatto.

Informazione in più

Il lampredotto affonda le sue radici nella tradizione culinaria povera fiorentina, quando nulla dell’animale veniva sprecato e ogni parte trovava una destinazione in cucina. Il termine deriva dal latino lampreda, un pesce d’acqua dolce, per la somiglianza visiva tra le pieghe dello stomaco bovino e l’aspetto di questo pesce. Già nel Medioevo, le corporazioni dei macellai fiorentini preparavano questo piatto per i lavoratori del mercato centrale.

Oggi il lampredotto è diventato un simbolo gastronomico di Firenze, tanto da essere riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale dalla Regione Toscana. I caratteristici lampredottai, venditori ambulanti con i loro carretti verdi, sono un’istituzione cittadina dal XIX secolo. Il piatto viene tradizionalmente servito nel semelle (panino toscano), bagnato nel brodo e condito con salsa verde o piccante, ma la versione casalinga al piatto permette di apprezzarne meglio la consistenza e il sapore.

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